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only wine festival

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Il 19 e 20 giugno si è svolta la settima edizione dell’Only Wine festival, il Salone Nazionale dei Giovani Produttori e delle piccole Cantine, a Città di Castello. Nuova location per questa edizione, con banchi di assaggio completamente all’aperto nel parco di Palazzo Vitelli Sant’Egidio. Dopo un lungo periodo di stop forzato alle manifestazioni di questo genere è stato particolarmente entusiasmante partecipare, conoscere nuove realtà, incontrare vecchi amici e incontrare nuovi appassionati del mondo del vino.
Tanti gli assaggi fatti, prediligendo le cantine per me nuove e spaziando anche fuori dalla mia regione di origine e ospite dell’evento, che tuttavia ha riservato non poche sorprese.

Partiamo quindi dall’Umbria, dove ho finalmente conosciuto di persona la famiglia della cantina Poggiolupo. L’azienda si trova ad Allerona, nei pressi di Orvieto, ed abbiamo degustato il loro Metodo Classico Brut Nature da Verdello, ricco e sapido, provato anche nella versione ferma con il Verdello 2019, fresco e leggermente aromatico.

I rossi: Petit Verdot 2019, affinamento in solo acciaio, da degustare fresco si presenta con un bel frutto croccante, una vera sorpresa, quindi Rivarcale 2018, blend di Merlot, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon, con affinamento di 12 mesi di barrique, morbido, vellutato e più complesso del precedente.
Ci spostiamo a Solfagnano, in provincia di Perugia, dove abbiamo conosciuto GB Bennicelli e provato il Pinot Grigio 2020 macerato che dà vita a un rosato molto profumato ed il Trebbiano macerato 2018, intenso e fortemente identitario. Originali le etichette con la scritta “Esploriamo nuovi sapori con un pizzico di follia” a dimostrazione delle sperimentazioni in corso in questa giovane cantina.

Andiamo a Gubbio, dove abbiamo scoperto il metodo classico brut “Battista” dell’azienda Semonte, dalle note floreali e fragranti di lievito. Particolare il suo blend: Pinot Nero e Chardonnay.
Ultima tappa umbra a Mercatello, frazione di Marsciano, dove abbiamo assaggiato i rifermentati in bottiglia di Lumiluna Casa Vinicola: un rosato (Mindy) e un bianco (Rex Banner), quest’ultimo particolarmente tagliente e dissetante.

Super interessante l’unica tappa marchigiana, dove ho conosciuto l’azienda Marika Socci di Castelplanio, nei pressi di Jesi. Qui la parola d’ordine è Verdicchio: Deserto, uno degli assaggi più interessanti, sapido, citrino e mandorlato, quindi Bianca, dedicato alla figlia di Martina, la sorella di Marika. Verdiccio fresco e profumato che non dimostra i suoi 15°, vinificato con la esclusiva tecnica Vinooxgen. Infine, Peter Luis Brut Metodo Classico da Verdicchio: agrumi, frutta bianca e una buona persistenza da abbinare al pesce fresco in riva al mare.

Ci spostiamo nel cuore della Sicilia Occidentale, al confine tra le province di Trapani, Palermo ed Agrigento. Abbiamo conosciuto l’azienda Leonarda Tardi ed assaggiato il versatile Catarratto-Chardonnay blend a base del vitigno autoctono, ed Alikase Sicilia DOC, Chardonnay fruttato e minerale.
Restiamo in Sicilia occidentale e troviamo Terre del Sole Zerilli, di cui abbiamo assaggiato il nuovo Viognier 2020, delicato ed intrigante con le tipiche note di frutta tropicale, ed il Grillo 2017, Zibibbo dalle note fruttate, marine e salmastre.

Saliamo in Piemonte, dove abbiamo incontrato il simpaticissimo e giovanissimo Francesco della cantina Tojo, nella terra del Moscato. Alma è il suo moscato secco, nato per rivalutare la meravigliosa uva del Moscato. Mantiene infatti l’aromaticità tipica del varietale senza risultare stucchevole e Francesco lo definisce gastronomico, dalle ampie possibilità di abbinamento.

Alessandro Ioni

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